Locomotiva Elettrica Gruppo E.626 Unità 443

Locomotiva Elettrica Gruppo E.626 Unità 443
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Scheda Tecnica

Anno di Costruzione 1939
Rodiggio Bo’Bo’Bo’
Potenza Oraria 6 x 350 kW
Potenza Continua 1890 kW
Rapporto di Trasmissione 21/76
Velocità Massima 95 Km/h
Lunghezza Totale 14950 mm
Passo Totale 11550 mm
Diametro Ruote 1250 mm
Massa in Servizio 93 t

La Storia del Gruppo

L’Italia fu una delle prime Nazioni a puntare sull’elettrificazione della propria rete ferroviaria, infatti nel già nel 1902 fu introdotta l’elettrificazione trifase a 3600 Volt sulla Lecco-Sondrio. Anche se i benefici rispetto alla trazione a vapore erano indubbiamente molti, questo sistema presentava diversi limiti, dalla difficoltà di captazione della corrente da parte delle locomotive, al complicatissimo intreccio di fili, specialmente in corrispondenza degli scambi, fino alle 2 o 3 velocità fisse di cui disponevano le locomotive.
Nella seconda metà degli anni ’20 la linea Benevento-Foggia fu elettrificata con un nuovo sistema, a corrente continua a 3000 Volt, che si rivelò di gran lunga migliore rispetto al sistema trifase, ed è il sistema tuttora in uso sulla rete delle FS (ad eccezione delle nuove linee ad alta velocità, che sono elettrificate a 25000 Volt in corrente alternata). Per l’esercizio sulla Benevento-Foggia furono costruite delle nuove locomotive, classificate E.626. Queste locomotive furono veramente indovinate, tanto che fra il 1927 e il 1939 le ditte costruttrici (Breda, Ansaldo, SNOS, TIBB,) ne sfornarono ben 448 unità suddivise in quattro serie.
Le E.626, autentici “muli” della rotaia, vennero adibite inizialmente a tutti i tipi di servizi, poi, con la costruzione del Gruppo E.428, il loro ruolo fu principalmente quello di trainare treni merci da un capo all’altro della Penisola e treni locali. Con l’arrivo di locomotive più moderne e la crescente insofferenza dei macchinisti verso queste spartane locomotive, i servizi delle E.626 a partire dagli anni ’80 si sono via via diradati, fino a cessare completamente nel 1995/96, nel frattempo alcune unità erano state vendute a ferrovie private (SATTI di Torino, Ferrovia Casalecchio-Vignola, LFI di Arezzo). Attualmente sono ancora attive le E.626 della LFI, che sono quindi fra i rotabili più anziani ancora in servizio regolare in Italia.

La E.626.443

La E.626.443 appartiene alla quarta e ultima serie di questo Gruppo e ne rappresenta il massimo perfezionamento.
Notevoli innovazioni vennero apportate all’impianto elettrico, simile a quello delle E.636, che in quel periodo venivano progettate.
Per un brevissimo periodo subito dopo la consegna queste locomotive furono classificate come E.625.
La E.626.443, consegnata nell’ottobre 1939 dalla CGE pertanto fu classificata come E.625.036, numerazione che mantenne sino al luglio del 1940.
Dopo il periodo di collaudo, avvenuto a Bologna e Firenze, le E.626 di quarta serie vennero assegnate ai depositi di Roma San Lorenzo, Napoli Sperone, Salerno, Paola e Reggio Calabria, per svolgere servizio sulla linea tirrenica.
Nel corso degli anni la E.626.443 è stata assegnata a diversi depositi della rete italiana, e, come la 045 ha terminato il servizio attivo presso il deposito di Milano Smistamento nel 1994.
Il recupero da parte dei soci dell’Associazione “Ale 883”, con l’indispensabile collaborazione dell’Officina Manutenzione Locomotive di Milano Sm., è avvenuto nell’autunno 1996, quando la locomotiva era ferma ormai da un anno circa. Nonostante il lungo periodo di inattività la macchina non presentava gravi danni e ha potuto affrontare con i propri mezzi il trasferimento da Milano a Tirano. A Tirano la macchina é stata completamente revisionata e riverniciata, esternamente e internamente, sostituendo tutti i rubinetti in ferro con altri originali in ottone e bronzo. Contemporaneamente sono iniziate le pratiche con le FS per fare ammettere la locomotiva nel gruppo delle 10 E.626 da mantenere attive come “locomotive storiche”.
Ora la E.626.443, in compagnia della 225, é ufficialmente locomotiva d’epoca delle FS, assegnata al Deposito di Milano Smistamento e affidata per la manutenzione corrente all’Associazione “Ale 883”. La sua prima uscita ufficiale é avvenuta il 25/4/97 in testa al treno speciale Tirano-Cremona. Successivamente ha effettuato numerose uscite in testa a treni o per esposizioni, fra cui quella per i 70 anni del Deposito di Firenze nel Giugno 1997, dove ha fatto bella mostra di sé accanto ad altre “veterane” che hanno fatto la storia delle ferrovie italiane. E’ stata anche utilizzata talvolta in testa a treni ordinari nella zona di Sondrio, senza accusare il minimo inconveniente, addirittura in un paio di occasioni ha anche soccorso altre locomotive in momentanea difficoltà.
La E.626.443 ha anche rivestito i panni dell’attrice cinematografica: infatti é stata utilizzata nel film della RAI “Il priore di Barbiana”. Anche lei ora fa parte è tutt’ora ricoverata nei depositi della Fondazione in Lombardia e fa parte del parco mezzi di Fondazione.
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